PRIMA EDIZIONE con introduzione di Giovanni Giovannini.
Descrizione
Johannes Gutenberg, inventore dell'Ars artificialiter scribendi, la tipografia, nasce a Magonza tra il 1394 e il 1399 in un momento storico tormentato e affascinante. È un periodo ricco di novità: dall'artiglieria alla stampa, alla bussola, alla scoperta dell'America, innovazioni tutte che cambieranno radicalmente il modo di pensare e di essere della società, nonché l'immagine stessa del Pianeta terra. Mentre in Italia il Rinascimento s'apre alla bellezza e al godimento della vita terrena da riscoprire, in Germania il Medioevo traversa l'ultima sua decadenza per avviarsi al tramonto. Nella sfera temporale e spirituale del cattolicesimo, il Papato scrive una delle sue pagine più travagliate, con Papi e Antipapi tutti alla guida d'una stessa e sola Chiesa. Tra lotte e violenze l'Europa assiste alla nascita degli Stati Nazionali e al fallimento dell'ultima Crociata perseguita con ostinata determinazione da Pio II Piccolomini allo stremo delle forze. In questo spaccato contradditorio e in via di trasformazione, si inserisce Gutenberg, patrizio cattolico, maestro d'arte orafa. Da giovane partecipa all'attività politica della Città di Magonza, schierato contro le Corporazioni che lo travolgeranno esiliandolo. A Strasburgo, dove vive modestamente, chiuso in se stesso e nel più rigoroso isolamento, conclude il periodo sperimentale della sua invenzione. Finalmente dopo vent'anni d'esilio, costellati d'illusioni e delusioni, rientra povero nella sua città che aveva lasciata ricco. Ed è qui che viene al mondo, imprevista e imprevedibile, la famosissima Bibbia delle 42 linee, detta Mazarina, stampata con i caratteri mobili al torchio di Gutenberg. Ed è da qui che prende fulmineo avvio l'invenzione, prodiga di conoscenza e di sapere, per una più diffusa informazione e comunicazione tra gli uomini. Johannes Gutenberg ottiene in vita due soli importanti riconoscimenti dai due Arcivescovi che si succedono alla Cattedra di Magonza dal 1459 al 1475: uno è dedicato all'arte dello scrivere meccanico (1462) con l'ordinazione da parte di Diether von Isenburg della pubblicazione di un Manifesto politico, primo nella storia della stampa; l'altro è rivolto alla persona dell'inventore (1465) con l'attribuzione, peraltro tardiva, del titolo di Gentiluomo alla Corte di Adolfo II di Nassau. Giovanni Giovannini nella sua lucida introduzione osserva che c'è attraverso tutte queste pagine una vena drammatica di comprensione e commozione per il grande e infelice Gutenberg per il suo travaglio creativo tanto povero di soddisfazioni, tanto ricco di amarezze (...). Le sue ceneri furono disperse nei secoli, e le sue città di Magonza e di Strasburgo e tante altre nel mondo possono onorarlo soltanto nel bronzo, nel marmo, e soprattutto nelle poche preziose copie dei suoi volumi. Attorno a lui, dunque, il senso della tragedia, quasi il leit motiv della biografia.
Cartonato con sovraccoperta illustrata e cofanetto. Pp. 367. Nuovo.
Dettagli del prodotto
- Autore
- Ruffolo Sergio
- Casa Editrice
- Gutenberg 2000 - Milano
- Anno
- 1990
- Formato
- 29x24cm
- Soggetto
- Biografie
- Condizione Libro
- Molto buono
- Rilegatura
- Copertina rigida
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